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La luce mi aiuta a riconoscere il giorno
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La luce mi aiuta a riconoscere il giorno

Da quando è iniziato il primo lockdown, si sono create nuove routine, gli spazi sono stati riletti e rivalutati, il tempo ha avuto una valenza diversa, noi stessi ci siamo ritrovati nella condizione di capire chi siamo e quello che ci sta accadendo intorno. Le connessioni sono fugaci e le immagini nuove, seppur in spazi conosciuti e apparentemente metabolizzati.
La nostra percezione del quotidiano, dalle mura di casa al tragitto per far la spesa, si è ribaltata, sconnessa, riletta e così il nostro legame con la sua immagine.
In un attimo la nostra fruizione di spazi scontati, assorbiti dalla nostra routine, si sono stravolte e la nostra percezione si è fatta astratta, il fuori è diventato quasi metafisico ed elitario, il focolare domestico ha assunto nuovi significati. E percepirli come nuovi ha sicuramente stravolto l’idea della loro rappresentazione intima.
Ricreare una routine e trovare un equilibrio mi ha portato a ricercare il movimento della luce negli ambienti della casa, in un modo che non avevo mai fatto e che forse non era possibile prima, perché il modo di vivere quegli spazi era diverso. Dopo 80 giorni di lockdown, sapevo a che ora entrava la luce in casa e in che angolazione e mi sono ritrovato a fantasticare immagini, aspettando il momento giusto ripetendo la routine, dall’alba al tramonto, scandendo i giorni attraverso la luce e il suo movimento intorno a me. Ho iniziato a vivere la casa seguendo la luce nell’attesa di quel giorno a settimana in cui si usciva per la spesa e che scandiva un ritmo di vita. È stata un'esperienza davvero intensa e La luce mi aiuta a riconoscere il giorno è il racconto di quest’esperienza.
La sottile intimità della vita quotidiana è sempre di grande ispirazione per me. Ho sempre pensato che le cose semplici, forse scontate, contenessero un enorme potere emotivo e narrativo così ho scattato principalmente dettagli della vita quotidiana, a casa o mentre andavo a fare la spesa settimanale. Piccole particelle di mondo che parlano del tempo che è passato.
In questa situazione la rappresentazione di questa spazi si è fatta attiva, attenta, nuova, ho rivalutato me stesso per poter rivalutare gli spazi che avevo sempre occupato e forse mai veramente vissuto. C’è stata una rilettura, come un Flaneur contemporaneo incline a vagabondaggi intimi che mi hanno permesso di scoprire quegli spazi, così vicini e familiari, con cui spesso non mi concedevo di entrare nell’intimità dell’autorappresentazione.



The light helps me to recognise the day

Since the first lockdown began, new routines have been created, spaces have been reinterpreted and re-evaluated, time has had a different value, and led us to understand who we are and what is happening around us. The connections are weak, and the images are new, even if in known and apparently metabolized spaces.
Our perception of everyday life, from the walls of the house to the way to go shopping, has been overturned, disconnected, reinterpreted, and so has our link with its daily image.
In a moment, our use of discounted spaces, absorbed by our routine, was upset and our perception became abstract, the outside became almost metaphysical and elitist, the house took on new meanings. Perceiving them as new has certainly upset the idea of ​​their intimate representation.
Recreating a routine and finding a balance led me to search for the movement of light, or his absence, in the rooms of the house, in a way that I had never done and that perhaps was not possible before, because the way of living those spaces was different. After 80 days of lockdown, I knew what time the light came in and at what angle and I found myself fantasizing images, waiting for the right moment repeating the routine, from dawn to dusk, marking the days through the light and its movement around me. I started living in the house following the light while waiting for that day a week when we went out for shopping and that marked a rhythm of life. It was an intense experience and La luce mi aiuta a riconoscere il giorno is the story of this experience.
The subtle intimacy of everyday life is always a great inspiration to me. I always thought that simple, perhaps obvious, things contained enormous emotional and narrative power, so I mainly captured details of daily life, at home or while going to the weekly grocery shopping. Small details of the world that speak of the time that has passed.
In this situation, the representation of these spaces became active, attentive, new. I re-evaluated myself to reinterpret the spaces I had always occupied and perhaps never really lived. There was a reinterpretation, like a contemporary Flaneur prone to intimate wanderings that allowed me to discover those spaces, so close and familiar, with which I often did not allow myself to enter the intimacy of self-representation.
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https://www.tizianodemuro.com/la_luce_mi_aiuta_a_riconoscere_il_giorno-p21897

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